30/6/2014 14:53

Clorato in alimenti di origine vegetale: la situazione

Negli ultimi mesi sono state evidenziate in tutta Europa presenze di Clorati su podotti ortofrutticoli.

Le problematiche relative alla presenza di clorato, anche in basse quantità, emergono in quanto è allo stato attuale considerata, da un punto di vista legale, una sostanza attiva non più iscritta nell’allegato 1 del Reg. EC No. 396/2005, quindi con un limite di legge pari a 0.010 mg/kg. Questo valore non tiene in considerazione l'eventuale presenza di residui di Clorato proveniente da fonti diverse dai prodotti fitosanitari (Articolo 14b Reg. EC No. 396/2005). Infatti le fonti di contaminazione da Clorato possono essere molteplici ad esempio l'utilizzo di acque potabilizzate con prodotti a base di Cloro (biossido di cloro, Sali di ipoclorito) sia per uso irriguo che per lavaggio post raccolta di prodotti vegetali. In Italia la normativa sulle acque non prevede valori limite per i Clorati. Ad oggi solo l'Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS), nel 2003, ha dato una indicazione riguardo il valore guida per i clorati nelle acque potabili pari a 0,7 mg/L. Questo valore guida è in contrasto con il limite più restrittivo di 0.010 mg/kg sugli alimenti di origine vegetale. Per tale motivo, circa due settimane fa, gli stati membri si sono incontrati per decidere un limite provvisorio da applicare ma non è stato raggiunto un accordo univoco. In attesa di un nuovo incontro, presumibilmente programmato nel 2015, gli stati membri sono stati lasciati liberi di fissare un limite provvisorio nazionale. Il laboratorio GREIT vi offre un metodo sensibile e sicuro per l'analisi del Clorato mediante le tecniche strumentali più avanzate e l'utilizzo di standard interni marcati come indicato da laboratorio di riferimento della comunità Europea (CRL).

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